La Villa Manzoni

di Anna Fraddosio Commenta

Quanti di noi, da ragazzi, sentendo delle vecchie leggende, riguardanti una casa o un posto, che raccontano storie di urli e gridi nella notte, non ha avuto l’idea “geniale” di andare a visitare quel posto di notte? Un po’ per provare qualche brivido, un po’ per sapere se la leggenda fosse pura diceria o verità.

Ed è quello che fecero un gruppo di amici romani, volevano vivere un’avventura, di quelle paurose da ricordare e raccontare il loro coraggio agli amici, o forse volevano semplicemente divertirsi, con qualche scherzo stupido da fare a qualche amico del gruppo. Fatto sta che decisero di recarsi a Villa Manzoni, situata in Italia nella grande città di Roma, dove la Cassia e la Cassia vecchia si uniscono.Villa Manzoni è una villa maestosa, abbandonata e quindi decadente, dove già il suo aspetto, una massa scura circondata di alberi, terreno incolto, e un silenzio irreale, così triste e lugubre mette i brividi.

Scavalcare il cancello è cosa semplice specie per dei ragazzi, quindi senza problemi, il gruppo di ragazzi romani scavalcarono il cancello, e incominciarono a gironzolare un po’ per il giardino della grande villa. A parte il luogo che faceva paura di per sé non c’era nulla da temere, almeno fin a quel momento. Passeggiarono ancora per un po’, poi trovarono un buco che passava sotto le mura perimetrali della villa, esso era abbastanza grande da consentire il passaggio di una persona alla volta, quindi con il cuore che accelerava i battiti, per la paura dell’ignoto, i ragazzi, attraversarono il buco strisciando, ed uno alla volta, furono finalmente dentro Villa Manzoni.

Era completamente buio, e le torce illuminavano davvero poco, cosi i ragazzi attesero che i loro occhi si abituassero al buio, prima di proseguire la loro ricerca, notarono subito delle decorazioni barocche, geometrie e prospettive asimmetriche, pareti irregolari, una mescolanza di stili in un tutt’uno. Proseguirono, guardandosi intorno, osservando i particolari, rivolsero quindi lo sguardo al soffitto, che come ci si pensa, era altissimo, e proprio li, sopra di loro, c’era una scritta rossa enorme “L’occhio vi guarda”. Il gruppo di amici rimase per qualche secondo scioccato da quella scritta, con la sensazione che qualcuno li osservasse, ma ovviamente era solo un sentimento dovuto alla scritta, che quindi li aveva condizionati.

Subito dopo però, udirono scricchiolii, ululati sommessi, il pianto forse di un bambino, i ragazzi si guardavano intorno, ma nessuno riusciva a capire da dove provenissero quelle voci e quei suoni. Incominciarono ad avere paura, ma il terrore come si sa, lascia un po’ paralizzati, i rumori si facevano sempre più vicini, e si trasformarono, a poco a poco, in urla di terrore, che sembravano provenissero da tutte le stanze della villa.

Smossi dal precedente shock che li aveva colpiti, incominciarono a correre verso l’uscita, si guardavano indietro mentre correvano, con la netta sensazione che qualcuno li stesse seguendo, terrorizzati, uno dei ragazzi inciampò, in quello che, con gli occhi della paura, parve loro un teschio umano. Uscirono dalla villa, nel giardino, ma non si fermarono, corsero a per di fiato fin quando non si sentirono finalmente in salvo.

Cosa quindi era successo nella Villa Manzoni? Cos’erano quelle urla e quei rumori terribili?
Secondo gli esperti di esoterismo, villa Manzoni è una delle Nove porte degli inferi, abbandonata e in decadenza,a detta loro, al suo interno sono state organizzate delle messe nere, molto spesso, appesi al suo cancello vengono trovati i resti di alcuni macabri sacrifici animali. Tutto questo però dovrebbe essere approfondito, ma non da un gruppo di ragazzi, ma da qualcuno di esperto che con molto coraggio si addentri nella villa per scoprire cosa c’è di vero.

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