La ragazza che terrorizzava gli scout

di Anna Fraddosio Commenta

Oggi per la sezione dedicata ai miti e alle leggende, leggeremo una leggenda metropolitana horror, molto in voga tra gli scout americane, che solitamente viene raccontata nelle notti passate nei boschi, per divertirsi e spaventare gli amici più superstiziosi e paurosi. Questa leggenda ha origini nel Missouri e racconta di un fantasma che infesta i boschi e spaventa i giovani scout.

Betsy Beaumont era una giovane donna, sposata con Joe. Il suo grande sogno era diventare una cantante famosa, ma dopo il matrimonio capì presto che ormai doveva accantonare il suo sogno, facendo la vita da sposa e casalinga. Un giorno Betsy stava percorrendo una strada di campagna con la sua macchina, quando un cervo sbucò all’improvviso facendo perderle il controllo della macchina. La macchina finì contro un albero, e l’incidente fu fatale per la povera ragazza, le cui urla furono strazianti. Il corpo di Betsy fu ritrovato qualche giorno più tardi grazie alla suoneria del cellulare, regalatole da Joe il giorno dell’anniversario, che risuonava attraverso il bosco.

Joe devastato dal dolore si trasferì in campagna, acquistò un terreno, che fece diventare un campeggio a cui gli diede il nome di Beaumont. Qualche anno dopo anche il povero Joe morì e il suo patrimonio passò nelle mani dei “Boy Scouts of America”, ed è da allora che iniziarono le apparizioni. A Betsy, infatti, non era mai piaciuto l’attività di boy scouts, di conseguenza iniziò a perseguitare i giovani che si aggiravano nel parco, terrorizzandoli con le sue apparizioni.

I giovani scout che ebbero la fortuna o sfortuna di incontrarla, affermarono che Betsy si presentava con due volti distinti, infatti a volte appariva con i suoi occhi blu e il viso sorridente e non mostrava nessuna intenzione di fare del male, ma a volte si mostra con gli occhi rossi e il viso arrabbiato terrorizzando e minacciando di morte le povere vittime.

Betsy, però, non si limitava solo a terrorizzare le proprie vittime, ma si dice, che essa se ne cibava anche, specialmente dei più piccoli che di notte andavano di nascosto in cucina per un piccolo spuntino segreto. Nelle notti serene ella cantava e la sua voce soave si sentiva per tutto il bosco, ma nelle notti cupe e piovose i suoi lamenti e le sue grida riempivano le orecchie dei visitatori, facendoli diventare sordi.

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