La leggenda della Signora Strega, II PARTE

di Anna Fraddosio Commenta

Dalla vecchia Irlanda ecco una nuova/vecchia leggenda sulle streghe ed il patto ch’elle legavano con il Maligno per ottenere ogni sorta di ricchezza. Nello scorso articolo abbiamo letto la prima parte del racconto, oggi leggeremo la continua. Per chi si è perso la prima parte può cliccare il titolo qui sotto.

La leggenda della Signora Strega, I parte


Il giovane uomo coraggioso decise così di fare amicizia con la donna. Andò spesso avanti e indietro e fece amicizia con la Signora Strega, sedendo a parlare con lei, stando però sempre attento a ciò che diceva e rimanendo sulle sue. Ella, ignara di tutto, si divertiva molto con lui e lo invitò ad andare, una di quelle sera, a cena da lei, promettendogli di offrirgli il suo buon vino spagnolo.
Definita la serata egli vi andò con gioia e pieno di curiosità.

Quando arrivò la tavola era magnificamente imbandita di deliziose pietanze e sulla tavola il vino spagnolo era in bella mostra. Il bel giovane mangiò e bevve, ma stette attento al vino che verso sul pavimento quando la donna era distratta. Finse quindi di avere molto sonno ed ella disse:
“Figlio mio, tu sei stanco. Stenditi qui sulla panca a dormire, perché la notte è ancora lunga e tu sei lontano da casa.”

Così egli finse di morire dal sonno e chiuse gli occhi, rimanendo però sempre vigile. Ella accertatasi ch’egli dormisse di un sonno profondo, prese con delicatezza la briglia dal muro e cercò di deporla sulla testa del giovane, che prontamente afferrò la briglia e la gettò sulla donna che divenne un’agile giumenta grigia.

Egli la porto fuori e la cavalcò conducendola in una fucina:
“Ho, fabbro!” gridò. “Alzati e ferra la mia giumenta, perché è stanca per il viaggio.”

Ed il fabbro si alzò e fece il suo lavoro come sapeva fare, bene e forte. Il giovane montò quindi di nuovo e cavalcò veloce come il vento fino alla casa della strega; qui tolse la briglia ed ella riprese immediatamente le proprie sembianze, piombando in un sonno profondo. Ma siccome i ferri che le erano stati messi dal fabbro erano stati messi dicendo le parole appropriate, rimasero sulle sue mani e sui suoi piedi e nessun potere sulla terra poté rimuoverli. Così ella non si alzò mai più dal letto e morì non molto tempo dopo di dolore e vergogna. E nessuno in tutta la contea seguì la bara della Signora Strega alla tomba; la briglia venne bruciata col fuoco e di tutte le sue ricchezze non rimase nulla più che un pugno di ceneri, che vennero gettate ai quattro punti cardinali della terra dai quattro venti celesti; così l’incantesimo fu spezzato ed il potere del Maligno terminò.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>