La Foresta Nera: le leggende

di Anna Fraddosio Commenta

La Foresta Nera è una dei luoghi più belli dove la natura selvaggia è libera di dare libero sfogo, un luogo da mozzare il fiato ma che mette i brividi.

La foresta nera si estende da Karlsruhe fino all’alto Dublino e da Pforxheim a Lorrach e ciò che fa di questa foresta una leggenda è la sua natura selvaggia, non contaminata dall’uomo che si estende per migliaia di chilometri.

la foresta nera

Essa con i suoi abeti fitti, le sue pianure sconfinate, i suoi laghetti scuri, i suoi monasteri, castelli e ruderi medievali ormai ingoiati dalla natura hanno dato vita e tantissime leggende, storie fantasiose di spiriti, streghe, lupi mannari che hanno fatto si che questo luogo fosse visitato solo dai più coraggiosi.

A tal proposito oggi leggeremo alcune storie che si raccontano sulla foresta nera, molte, probabilmente saranno frutto della fantasia umana, altre, chi lo sa, potrebbero avere del vero.

La foresta nera le leggende più raccontate

I Freischützen

Gli abitanti della vicina foresta nera, raccontano dell’esistenza dei Freischutzen, che sarebbero dei soldati le cui pallottole, grazie all’aiuto del diavolo, non mancano mai il bersaglio, nemmeno nel punto più buio del bosco. Si narra che questi particolari soldati non fossero proprio umani ma di notte assumessero la forma di un lupo mannaro e mangiassero tutto il bestiame delle fattorie vicine. Si dice che un giorno un cacciatore, molto bravo, sparò un colpo ad uno di questi esseri che era sotto forma di lupo e che il mattino dopo del lupo non c’era traccia ma si seppe avevano trovato un uomo, apparentemente innocente, che giaceva ferito nel suo letto.

I Monaci

Si narra di apparizioni come quella dei due monaci del monastero di St. Blasien che avrebbero oppressero spietatamente gli abitanti del territorio dell’abbazia e che, dopo la loro morte, sarebbero rimasti a vagare come spiriti per il monastero fin quando un coraggioso cappuccino gli avrebbe esorcizzati, e i resti dei loro corpi gettati dalla vetta del Feldberg nel lago Felsee.

Il Servo nero di Barenfels

Questa storia ha un certa somiglianza con la storia di Bianca Neve che scappa dalla matrigna e strega cattiva e trova rifugio nella casa dei 7 nani:

Il Servo Nero, il cui vero nome era Kncht Ruprecht, costrinse sua sorella a sposare un uomo, Bruno Von Steinegg, che la rese infelice e profondamente depressa, questo la portò a fuggire e fu perseguitata da suo fratello e dall’infuriato marito. Nel lungo percorso incontrò dei nani maliziosi che abitavano la foresta nera e che le indicarono una caverna segreta dove nascondersi. I suoi persecutori, avendola vista dove si era nascosta si avvicinarono allo stretto passaggio ma furono schiacciati da massi che caddero dalla cima della montagna.

Questo nascondiglio segreto, si mormora sia stato la grotta di Hasel.

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