Hulda: lo spirito dell’acqua

di Anna Fraddosio Commenta

Intorno a noi si sente già l’aria natalizia, le vetrine dei negozi sono già allestiti con gli oggetti di natale, le strade sono incoronate con luci colorate, c’è chi va in giro per regali, chi si chiude in casa per preparare i dolcetti, chi, ancora si diverte ad addobbare l’albero di Natale e la domanda del momento è: “Hai già messo l’albero?”.

Che lo si festeggi o meno, che ci si creda alla festa sacra o meno tutti sentono quell’atmosfera calda e magica che dicembre porta con se. E non sarebbe “Natale” senza le leggende da raccontare ai bambini la notte di natale per farli rimanere svegli, ed oggi ne leggeremo una insieme.

La leggenda dello spirito dell’acqua

Questa leggenda ha origini norvegesi e come tutte leggende inizia con…

“Si dice che nei boschi norvegesi vive una bellissima Troll, di nome Hulda. Essa è vestita di bianco e porta lunghi capelli biondi. Hulda è uno spirito dell’acqua, vive sotto le acque dei mari della Norvegia ma quando viene inverno le acque si ghiacciano e lei rimane intrappolata per tutto il periodo freddo sotto gli strati di ghiaccio.

In un giorno di Natale, un pescatore ebbe il bel pensiero di portare ad Hulda un dolce, ma ovviamente le acque erano ormai una zolla di ghiaccio, e lui di certo non poteva lasciare il dolce lì fino a quando i ghiacciai si sarebbero sciolti, così ideò una cosa: con un piccone fare un buco nel ghiaccio. Ma scava e scava, rompi e rompi, il ghiaccio era davvero spesso e duro da rompere e riuscì a fare solo un buchino piccolo piccolo; da lì non sarebbe mai passato un dolce.

Mentre si arrovellava in cerca di una soluzione dal buchino uscì una manina piccolissima e bianca che afferrò il dolce: questo allora per magia si rimpicciolì e passo senza problemi dentro il buco. Era Hulda che con la sua magia rimpicciolito il dolce. Da allora, ancora oggi, nel giorno di Natale è usanza portare allo spirito dell’acqua dei dolcetti molto piccoli, in modo che possano passare attraverso qualsiasi buco nel ghiaccio.”

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