Fate dell’acqua – le Anguane

di Morgana Commenta

Dopo avervi parlato delle Ninfee, Silfidi e Ondine, voglio parlarvi di altre fate dell’acqua, le Anguane, dette anche Fade.

Le Anguane sono creature fantastiche dai capelli di alga che vegliano sui fiumi, laghi e soprattutto sorgenti. Sono imparentate alle ninfe dalla tradizione classica e alle divinità paleo-venete delle acqua salutifere. Esso sono chiamate lavatrici notturne perché in certe notti si odono sciacquare presso i lavatoi per terminare il lavoro lasciato incompiuto dalla lavandaie.

In molti hanno affermato di averle sentite cantare una ninna-nanna lavando i pannolini, e le leggende parlano delle Anguane come personaggio mitico dai capelli rossi, dagli occhi chiari e dai piedi di capra.

Nella tradizione degli abitanti di Pieve e Domegge, le Anguane, avevano una parte molto importante nelle leggende e proprio in questi luoghi avevano la loro dimora ed il loro punto d’incontro.

Sabassa, la regina delle Anguane.

Per la strada che da Calalzo arriva al lago del Centro Cadore, ci i resti della reggia di Sabassa, la regina delle Anguane. Sabassa era dotata di poteri magici e proprio per queste facoltà era stata eletta a comandare su tutte le Anguane del territorio. La sua dimora era posta in òun luogo perfetto dove poteva tenere sotto controllo il paesaggio circostante ed era il posto ideale per attuare le sue stregonerie.

Quando aveva intenzione di creare una tempesta, scendeva nelle acque del vicino torrente Molinà e faceva immediatamente sorgere un mulinello che rovinava i raccolti dei contadini dei paesi circostanti. Solo attraverso lo sbattere sulle acque riusciva a sollevare e creare nubi minacciose.

Le magie avvenivano quando nessuno la poteva osservare, altrimenti le sarebbero scomparsi i poteri magici e sarebbe morta.

Un giorno, durante una bellissima giornata di sole, una ragazza di Calalzo, andata nella zona di Lagole a raccogliere funghi, vide una donna che con una bacchetta batteva per tre volte l’acqua del Molinà, scatenando un furioso temporale. La regina, contenta del suo sortilegio, non si accorse di essere beccata ed immediatamente si sentì sfinire tanto che venne risucchiata dalla forza del vento e della tempesta e fu trasportata in alto. Sabassa finì così la sua vita di regina e di Anguana e cadde, disciolta, assieme ai primi chicchi di grandine che incominciavano a scendere sulle campagne di Calalzo.

fonte | Mondosegreto

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