Avalon – L’isola che custodisce numerosi misteri

di Morgana Commenta

Oggi per la rubrica leggende e miti parleremo di Avalon, l’isola leggendaria posta in qualche parte nella Gran Bretagna, in cui si pensava vivessero delle fate e chiamata anche Isola delle Mele.

Secondo delle leggende, l’Isola fu visitata da Gesù e da Giuseppe d’Arimatea e  fù luogo di sepoltura, del Sacro Graal. Questa isola è posta, nella cittadina di Glastonbury, famosa perché si dice sia situata su delle antiche Ley Lines e luogo di sepoltura di Re Artù.

Durante il regno di Re Enrico II, l’abate Enrico di Blois fece una ricerca e portò alla luce, a cinque metri di profondità, una bara con un iscrizione Qui giace sepolto l’inclito re Artù nell’isola di Avalon. Il luogo venne poi meta di pellegrinaggio.

Avalon è anche noto il luogo di sepoltura della strega Morgana sorellastra di artù e di Merlino, il mago più potente che sia mai esistiti, in questo luogo si pensa che sia stata forgiata la leggendaria spada di Excalibur, famosa per la sua forza e magia, resa così da il soffio di un drago.

In quel periodo l’isola di Avalon era coperta dalle nebbie e vi era il monte Tor, un’altura incantata a forma di piramide, non si capisce se l’altura fosse stata creata artificialmente visto la sua forma a gradini.

La processione in questo luogo, come già ho scritto in uno dei primi paragrafi, partiva da Chalice Well una sorgente carica di ferro e leggermente radioattiva, che ogni tanto si tinge di rosso (si pensa che vi sia stato posto il calice del santo Graal), da qui ci si dirigeva verso il monte Tor, oltrepassando il Chalice Hill dove si possono vedere alcuni monoliti che si dice che vibrano al tramonto.
Secondo altre leggende Avalon è l’isola dove risiedono delle sacerdotesse e maghi, e si dice che Artù sia sopravvissuto alla morte grazie alle arti magiche degli abitanti dell’isola.

Forse sarà difficile provare l’esistenza di questo luogo, avvolto dalle nebbie e luogo preferito da maghi, sacerdotesse, fate e bardi, ma la curiosità di tutti gli amanti di questa leggenda, proveranno fino alla fine di confermarne l’esistenza.

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