L’aiuto fatato: i Phouka, I PARTE

di Anna Fraddosio Commenta

Oggi vi racconterò una nuova leggenda che ha origine nella vecchia Irlanda; è risaputo che gli Irlandesi amano raccontare storie che hanno come personaggi principali fate e gnomi, a volte questi sono benevoli altre volte sono dispettosi e arroganti. In questa storia i personaggi principali sono i Phouka: piccole creature amichevoli della famiglia delle fate che sono soliti aiutare il fattore nel proprio lavoro, sempre se vengono trattati bene e con gentilezza.

Esisteva un tempo un fattore e suo figlio che insieme badavano al bestiame; un giorno il figlio era in giro al pascolo, quando qualcosa lo sfiorò correndo come un fulmine, egli, però, non si spaventò sapendo che era il Phouka che solitamente aiutava lui e suo padre. Così chiamò: “Phouka, Phouka! Mostrami come sei fatto ed io ti darò il mio grande cappotto per tenerti al caldo!” Arrivò quindi accanto a lui un giovane toro che muoveva la coda come un pazzo; ma Phadrig gettò su di lui il cappotto ed all’istante il toro divenne mite come un agnello e disse al ragazzo di andare al mulino quella notte, quando la Luna sarebbe sorta, perché avrebbe avuto fortuna. Così Phadrig si recò ma a parte dei sacchi di grano sparsi per terra e gli uomini che poltrivano stanchi del lavoro non c’era nient’altro, così imitò gli uomini e si mise a dormire anche lui. Quando si svegliò al mattino presto la farina era magicamente tutta pronta nonostante gli uomini dormissero ancora.

Questo accadde per tre notti, dopo le quali Phadrig decise di rimanere sveglio a vedere; si nascose in un vecchio baule sbirciando dal buco della serratura, aspettò che calasse la notte e finalmente a mezzanotte in punto sei piccoli uomini entrarono nel mulino, ognuno portava un sacco di grano sulla schiena, dietro ad essi un vecchio uomo vestito di stracci dava loro ordini per il lavoro da farsi. I piccoli uomini lavorarono tutta la notte, girando la ruota del mulino per finire i sacchi di farina prima dell’alba.

Il giorno dopo il giovane corse a dire al padre e al mugnaio ciò che aveva visto, quest’ultimi decisero di vedere anche loro i piccoli uomini magici che lavoravano e così fu.
Il padre visto ciò licenziò i suoi uomini che dormivano invece di lavorare e decise che i Phouka avrebbero fatto il lavoro per lui ogni notte.

Continua…

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